| |
La
birra esiste da diverse migliaia di anni. Nessuno sa come nacque l'idea
di produrre birra. La teoria più probabile è che i contenitori
dei cereali raccolti siano stati allagati accidentalmente e che il liquido
risultato da tale combinazione, si sia rivelato alquanto interessante.
La pratica si diffuse rapidamente fra i popoli preletterari e le bevande
alcoliche vennero prodotte con un'ampia varietà di materie contenenti
zucchero. La produzione di alcool ricavata dai cereali
è documentata nella Mesopotamia nel 6000 a. C. Molto tempo dopo,
intorno al 200 a.C., si ha notizia di 16 diversi tipi di birra prodotti
in Babilonia e di leggi del codice babilonese che regolavano la vendita
di alcool per proteggere il consumatore.
Gli egiziani apprezzavano una bevanda fatta con pane semicotto
e acqua che non doveva essere molto gradevole, né molto forte.
Veniva chiamata bouzah dall'antica città di Bousiris, e da essa
deriva il moderno termine inglese colloquiale booze, con cui si indicano
gli alcolici in genere.
La produzione di birra in Irlanda risale al Neolitico e, già all'età
del ferro, la birra irlandese era nota in tutta Europa come Korma, Courmi
o Coirm. Veniva conservata in barili enormi, forse grandi come case, ed
era un liquore fangoso e dolciastro che deve aver causato sbornie "primordiali".
Infatti Discoride, un medico Greco itinerante, sottolineava questa proprietà
quando scriveva: "Coirm, bevuta dagli irlandesi in luogo del vino,
produce mal di capo, è un composto di succhi malsani e nuoce ai
muscoli."
I movimenti monastici del IV e V secolo svilupparono raffinate tecniche
di produzione e migliorarono notevolmente il prodotto.
S. Patrizio aveva un debole
per la birra, al punto di condurre con sé in Irlanda il suo mastro
birraio di fiducia, Mescan. E così non è un caso se il giorno
di San Patrizio si celebra nel modo che tutti conosciamo.
La Birrra era molto importante nella vita monastica, la razione quotidiana
di un monaco poteva arrivare fino a un gallone. (4,5 litri)
La fabbrica di birra Smitkwick's di Kilkenny, patria della Kilkenny
Irish Beer e proprietà di Guinness dal 1956, fu fondata nel XII
secolo dai monaci dell'abbazia di St. Francis.
Nel XV secolo, la produzione di birra a Dublino, era controllata dalle
alewives, le birraie. Un visitatore della città scriveva: "Ogni
donna, se il suo credito vale una pignatta in prestito e una misura di
malta al mercato, si mette a far birra". A mano a mano che il commercio
si allargava e diventava rispettabile, le alewises furono sostituite dai
birrai della Gilda dei Birrai e Maltatori di Dublino.
Nel 1670, Giles Mee, che sarebbbe poi divenuto Sindaco di Dublino, era
il proprietario di una piccola fabbrica di birra St. James's Gate sulle
mura della città. La fabbrica passò a Mark Rainsford, genero
di Mee, e la sua famiglia produsse con modesto successo fino al 1715,
quando la concesse in affitto a John Paul Espinasse, un birraio di stirpe
ugognotta. Espinasse prosperò nella sua impresa e restò
in affari per trentacinque anni, fino a quando perse la vita in un incidente
a cavallo. La fabbrica di birra tornò alla famiglia Rainsford e
rimase vuota per dieci anni fino al 31 dicembre 1759, quando Arthur Guinness,
all'epoca trentaquattrenne, investì ogni suo avere nella fabbrica
e la prese in concessione per 9000 anni a un affitto annuo di £
45.
Arthur Guinness iniziò producendo ale che a quei tempi veniva servita
da due diversi barili con grande incomodo per produttore, venditore e
consumatore.
Quando venne a conoscenza di un nuovo tipo di birra preparata a Londra,
all'epoca conosciuta come Entire, in quanto veniva spillata da un singolo
barile, Arthur comprese subito quale opportunità gli si offriva.
Iniziò a produrre Entire, ovvero Porter, altro nome con cui veniva
chiamata poiché era stata originariamente prodotta per i facchini,
porters, del mercato di Cover Garden.
Nel 1799, la Guinness Porter, nota come Stout, era stata perfezionata
e a St. James's Gate la produzione di ale venne abbandonata definitivamente.
Fu così che la piccola impresa familiare di Arthur Guinness &
Figlio vide la luce - un'azienda destinata a divenire ben presto un fenomeno
che si sarebbe diffuso in tutto il mondo, avrebbe rivoluzionato il modo
di far birra e avrebbe avuto un enorme impatto sul commercio sviluppando
i concetti di marchio, valore del marchio e pubblicità, così
come li intendiamo oggi.
|
|
| |
Orzo
Nella produzione di birra si utilizzano solo ingredienti naturali e tradizionali.
L'orzo maltato è l'ingrediente fondamentale della maggior parte
delle birre moderne.
Malto
Il malto viene ricavato dall'orzo facendone germinare i grani e interrompendo
poi il processo tramite risacaldamento. Nel caso della Guinness, una parte
dell'orzo viene tostato fino a raggiungere il colore dei chicchi di caffè,
procedimento che contribuisce a conferire alla Guinnes aroma e colore
inconfondibili.
Luppolo
I coni di luppolo conferiscono il gusto amaro e l'aroma caratteristico
e contribuiscono alla conservazione naturale della birra.
Il grado di amarezza della birra dipende dalla quantità di luppolo.
la Guinness è tipicamente più amara delle ale e della maggior
parte delle altre stout. Il luppolo viene coltivato principalmente negli
Stati Uniti, nel Regno Unito, in Australia e in Germania. Oggi la maggior
parte dei luppoli viene lavorata e trasformata in granuli o concentrati
prima dell'uso, in modo da conservarne freschezza e stabilità.
Vengono utilizzate varietà diverse per esaltare il gusto e l'aroma
caratteristico di ogni tipo di birra.
Lievito
Il lievito è un organismo unicellulare che si riproduce rapidamente
per scissione. Viene aggiunto alla lavorazione per convertire gli zuccheri
semplici contenuti nel malto in alcool e CO2 trammite fermentazione. I
produttori sviluppano le loro varietà di lievito e le conservano
accuratamente.Il lievito Guinness risale all'epoca di Arthur.
Acqua
L'acqua è un ingrediente della birra di elevata importanza.
La qualità dell'acqua utilizzata nella fabbricazione agisce in
maniera determinante sul gusto della birra. L'importanza della disponibilità
di acqua si può ben comprendere dalla concentrazione dell'industria
della birrra in località in cui sia disponibile il tipo di acqua
adatta: Dublino, Burton-on Trent, Monaco e Pilsen.
L'Irlanda abbonda di acqua leggera e pura, ottima per la produzione di
birra.
|
|
| |
Il
principio di base della produzione della birra è che gli zuccheri
semplici vengono estratti dall'orzo maltato, tramite conversione enzimatica.
Il liquore che ne risulta, vale a dire il mosto di malto, viene reso più
amaro con l'aggiunta di luppolo e poi fatto fermentare tramite lievito
aggiunto o naturale.
Gli zuccheri vengono consumati dall'organismo unicellulare del lievito
che produce un complesso di alcool e anidride carbonica (CO2) in scambio.
Nella fase finale si rimuove il lievito tramite centrifuga, schiumatura
o sedimentazione e la birra viene messa a riposare fino a quando sarà
matura per essere bevuta.
La trasformazione delle materie prime nella birra inizia già all'esterno
della fabbrica con il maltaggio dell'orzo.
Maltaggio
Per il maltaggio viene selezionato solo l'orzo migliore. L'orzo è
convertito in malto prima tramite immersione in acqua fino a quando si
gonfia e inizia a germinare, poi tramite l'asciugatura e il riscaldamento
o "essiccazione".
L'essiccazione arresta il processo di germinazione e stabilizza il malto,
che viene immagazzinato nei silos ed è pronto all'uso. Più
la birra deve essre chiara e più sarà leggera l'essiccazione.
Macinatura
Nella brewhouse (la fabbrica) l'orzo maltato e qualsiasi altro cereale
richiesto dalla ricetta, vengono macinati fino a ottenere un trito grossolano
chiamato grist.
E' a questo stadio della produzione della Guinnes che viene aggiunto il
malto e l'orzo tostato.
Mescolatura
A questo punto il grist viene mescolato con acqua calda in un tino di
"mescolatura", fino a diventare una poltiglia di una consistenza
simile alla polenta che viene trattenuta per circa un'ora. Gli enzimi
contenuti nel malto convertono gli amidi in zuccheri semplici e fermentativi,
mentre la temperatura del composto viene alzata gradualmente per ottimizzare
il processo di conversione. Successivamente il mosto di malto viene separato
dal malto esaurito tramite kieve, tini di separazione o filtri, a seconda
dell'attrezzatura del birrificio.
Bollitura nella
caldaia di rame
Il mosto di malto viene fatto bollire con i luppoli per circa mezz'ora
in modo da estrarre le resine essenziali, che conferiscono amarezza e
aroma alla birra e la stabilizzano per evitare che si intorpidisca.
Il mosto trattato con il luppolo a questo punto viene chiarificato tramite
una centrifuga prima di venir raffreddato fino a raggiungere una temperatura
adatta alla fermentazione, compresa fra i 10° e 20° C, a seconda
del tipo di birra, e viene poi aerato fino al tino di fermentazione.
Fermentazione
Il lievito viene aggiunto al mosto trattato con il luppolo al momento
di riempire il tino di fermentazione. Il mosto "nutre" il lievito,
che si moltiplica diverse volte durante la fermentazione e gli zuccheri
semplici vengono convertiti in alcool e CO2. Il processo di fermentazione
dura dai tre ai sette giorni, sempre a seconda dei tipi di birra.
I parametri di temperatura, pressione e durata sono controllati con estrema
precisione. Alla fine del periodo di fermentazione, il lievito esaurito
viene separato da quella che ora viene chiamata birra verde.
Maturazione
La birra verde viene fatta maturare e condizionata nel tino di maturazione
o lager, a contatto con il lievito e, quando il sapore caratteristico
della birra finita si è sviluppato, viene filtrata tramite centrifuga,
filtrazione o sedimentazione prima di essere trasferita alla vasca di
birra limpida, pronta per essere confezionata o immessa nei fusti.
Confezionamento
Una volta superati tutti i controlli di qualità, la birra è
pronta per essere confezionata in fusti, lattine o bottiglie.

|
|
| |
Esistono
fondamentalmente due tipi di birra: lager ed ale. La stout è infatti
una variante della ale. Si differenziano per il tipo di lievito usato
per la fermentazione. Per la Lager, vengono utilizzati lieviti a fermentazione
di fondo, che agiscono a basse temperature. Per produrre la ale si utilizzano
lieviti a fermentazione di superficie che agiscono sulla superficie del
mosto di malto. La maggior parte della birra prodotta nel mondo è
lager.
Lager
L'originaria lager bionda Pilsner fu prodotta per la prima
volta nella città boema di Pilsen nel 1842 e comparve quasi contemporaneamente
a Monaco e Vienna. Prima di tale data tutte le birre erano scure e torbide,
anche quelle prodotte con il metodo a fermentazione di fondo. Il controllo
della temperatura di fermentazione tramite la nuova tecnologia di refrigerazione
e fermentazione di fondo, realizzata utilizzando una varietà speciale
di lievito, consentirono ai birrai boemi di raggiungere il colore dorato
e limpido della birra che ebbe un rapido successo commerciale. La birra
veniva anche immagazzinata o "lagered" per lunghi periodi a
basse temperature, dove aveva modo di subire una seconda fermentazione
lunga e lenta. Il caso volle che l'avvento della birra limpida coincidesse
con lo sviluppo della produzione di bicchieri in vetro che erano molto
economici. In precedenza i boccali per birra erano di metallo, terracotta,
cuoio o legno e la limpidezza della birra non veniva ritenuta una qualità
importante.
L'introduzione del vetro chiaro e della birra limpida nello stesso momento
permisero una rapida espansione in tutta Europa della Pilsner Lager. Gli
emigranti europei la portarono negli Stati Uniti dove rimpiazzò
rapidamente tutti gli altri tipi di birra. A fine secolo la lager dominava
la produzione di birra su buona parte del mondo civilizzato.
Ale
La birra a fermentazione di superficie viene classificata
come "ale" ed è originaria della Gran Bretagna e dell'Irlanda,
gli unici due paesi dove viene ancora prodotta in grande quantità.
La fermentazione della ale avviene a temperature più elevate della
lager e dura circa una settimana ma il tempo di maturazione è solo
di qualche giorno.
La ale tradizionale inglese ha una bassa gassosità (basso CO2)
con aroma e amarezza pronunciati.
Stout
La stout comparve verso la fine del XVIII secolo, quando
le fabbriche di birra londinesi iniziarono a produrre Porter, una birra
scura fatta con orzo non maltato e tostato.
Arthur Guinness raffinò la tecnica di produzione e creò
una birra di un intenso color rosso rubino con un caratteristico gusto
amaro. Questo sapore secco e amaro è un fattore importante nella
complessa sfida di apprendere il "taste for Guinness", imparare
cioè ad apprezzare il suo caratteristico sapore. Una volta acquisito,
Guinness ha il potere di colpire favorevolmente il consumatore e di renderlo
fedele per tutta la vita.
|
|
| |
In
Epoca vittoriana, la birra veniva servita da botti poste dietro il bar
attraverso un semplice rubinetto a spina, sfruttando la gravità.
Con l'affinarsi del gusto dei consumatori e il diffondersi dei bicchieri
in vetro al posto dei boccali in peltro, crebbe la domanda di una birra
chiara, brillante e dal gusto uniforme.
Poiché la birra conservata a temperatura ambiente era inaccettabile,
era necessario situare i barili in cantine fresche e venne quindi studiata
una macchina della birra in modo da non doverla portare a mano. Si trattava
di una semplice pompa a pistone cilindrico con delle valvole che evitavano
il riflusso della birra nella botte. Un barista esperto era in grado di
spillare una pinta eccellente con la pompa, tuttavia il sistema creava
spreco e imponeva restrizioni all'immagazzinamento dei barili rispetto
alla posizione del bancone del bar.
Per migliorare ulteriormente la qualità venne introdotta nel barile
una coltre di gas CO2 per isolare la birra dall'aria e prevenirne l'ossidazione.
Questo sistema aveva anche il vantaggio di facilitare il tiraggio della
pompa.
L'apporto di nuove migliorie al sistema e l'introduzione di fusti per
birra condizionati eliminò del tutto la necessità del pompaggio
manuale. Il CO2 utilizzato per prevenire l'ossidazione viene ancora impiegato,
ma a una pressione sufficiente a spingere la birra fino al rubinetto di
distribuzione.
Questi sistemi per birra a pressione superficiale vengono oggi utilizzati
universalmente e sono diventati sempre più sofisticati, grazie
all'aggiunta di tubazioni raffreddate a acqua, rilevatori di fusto vuoto,
unità di ricambio, erogatori graduati e sistemi a serbatoio.
L'introduzione di birre in fusti e dell'anidride carbonica permisero ai
birrai di produrre birre ale e lager frizzanti alla spina.
In precedenza la birra frizzante era disponibile solo in bottiglia perché
era l'unico contenitore in cui fosse possibile trattenere in soluzione
il gas contenuto nella birra.
Nel fusto la pressione superficiale mantiene il giusto livello di gasatura
richiesto per tutta la durata del fusto.
Tuttavia la pressione d'equilibrio potrebbe non essere sufficiente a fornire
la spinta richiesta per far fluire la birra fino al rubinetto di
distribuzione in maniera soddisfacente. Aumentando la pressione, d'altro
canto, si otterrebbe una birra eccessivamente gassata, e così anche
la pressione superficiale del CO2 presenta i suoi limiti.
Fu Guinness a risolvere il problema, mescolando un gas molto meno solubile,
l'azoto (N2), al CO2.
Il CO2 della miscela mantiene il corretto livello di gassosità
mentre
l'azoto, molto meno solubile, funge da propellente.
|
|