STRUMENTI TRADIZIONALI


La musica tradizionale Irlandese può essere veramente suonata con qualunque strumento, ma alcuni elementi sono diventati più popolari di altri. Strumenti universalmente comuni come il piano, la chitarra e vari tipi di flauto sono utilizzati normalmente, ed altri strumenti, come il mandolino, il banjo o il bouzouky, solitamente associati con altre culture, sono stati introdotti in quella Irlandese con effetti sorprendenti. Qui riportiamo una breve presentazione di alcuni strumenti caratteristici delle sonorità musicali tradizionali dell’Irlanda.


FISARMONICA
La fisarmonica può essere vista come una piccola tastiera trasportabile che si suona in posizione verticale, l’utilizzo di un soffietto interno permette al musicista di allungare e sostenere la durata di note ed accordi. L’abilità di alcuni musicisti moderni come Sharon Shannon, Jackie Daly e Martin O’Connor ha reso lo strumento di nuovo popolare nel paese. L’armonium e la concertina sono strettamente imparentati con la fisarmonica.

 

LA CORNAMUSA UILLEANN (o UNION PIPES o NAPìOPAì)
Si pronuncia “illun” ed è una diretta parente della cornamusa scozzese, ma si distingue poiché l’aria è spinta attraverso un soffietto sotto la pressione del gomito del musicista (uilleann in irlandese significa al gomito), mentre i suonatori di cornamusa scozzese utilizzano la bocca. Molti sostengono che le cornamuse uilleann hanno un suono più commovente e caldo rispetto alle cugine scozzesi, rappresentano la vera anima della musica tradizionale irlandese. In Paddy Moloney, Liam Og O’Flynn e Davy Spillane l’Irlanda ha trovato tre grandi artisti che, al momento, stanno rendendo questo strumento molto popolare sia in patria sia all’estero.

 

VIOLINO
In realtà il termine più appropiato è fiddle, ed è identico al violino utilizzato nella musica classica. Lo strumento può essere sonato tenendolo in diverse posizioni: contro il mento, sulla parte superiore del braccio, sulla spalla o sul petto. Così come nella musica irlandese esistono diversi modi di suonare il violino, secondo la regione di provenienza: Donegal, Kerry, Sligo. Fra le contee dell’Irlanda un ruolo particolare importante per la tecnica violinistica spetta a Donegal: il repertorio di questa regione ha influenzato notevolmente la musica tradizionale irlandese negli ultimi anni, attraverso le scuole, festival e raduni si è creato un ponte tra la vecchia generazione e la nuova. A tutt’oggi Michael Coleman è ancora considerato da molti il più grande violinista irlandese di tutti i tempi.

 

ARPA
Fra tutti gli strumenti della tradizione irlandese, l’arpa occupa sicuramente un posto di grande rilievo: lo strumento degli antichi bardi, ideale ponte di congiunzione tra la modernità e le più antiche tradizioni. Oggi l’arpa è ancora indicata, in Irlanda e Scozia, con il suo termine gaelico clàirseach. Gli elementi caratterizzanti dell’arpa irlandese sono la forma robusta, con un’ampia cassa armonica ricavata da un unico blocco di legno, i suoi ricchi decori con motivi floreali o figure di animali antropomorfe nel legno. Nonostante la bravura di molti arpisti, come Derek Bell, ed il fatto che sia il simbolo nazionale dell’Irlanda, questo strumento ha perso una notevole parte della sua originaria importanza nella musica irlandese moderna. Forse uno dei pochi arpisti che siano riusciti a coniugare le melodie dell’arpa con le composizioni di musica moderna è il bretone Alan Stivell. Da un punto di vista non si può certamente dimenticare le composizioni dell’ormai leggendario arpista O’Carolan (1670-1738), ancor oggi eseguite.

 

BODHRAN
Si pronuncia “bow-rawn” ed è un tamburo che si tiene con una mano e si suona con l’altra per mezzo di un bastoncino. Sebbene sembri uno strumento semplice da suonare, in realtà richiede considerevole destrezza ed un infallibile senso del ritmo. Per sapere come suonarlo bisogna ascoltare un vero maestro come Johnny Ringo McDonnagh che ha arricchito molti dei dischi del gruppo De Danann.

 

WHISTLE
Il whistle (“fischietto”) è uno strumento apparentemente semplice ma in realtà di grande efficacia e bellezza, tanto che in molti casi si usa al posto del flauto. Può essere considerato un discendente povero della famiglia dei flauti diritti, tant’è che il nome completo è penny whistle (“whistle da un penny”), oppure tin whistle (“whistle di latta). Oggi sicuramente costerà più di un penny, ma per il resto non è cambiato di molto. Il modello più tradizionale, oggi poco usato, è quello della ditta Clarke: ricavato da un foglio di latta ribattuta e saldata per fargli prendere la forma di cono sottile; l’imboccatura è ottenuta con l’inserimento di una zeppa di legno nella parte superiore. Sebbene questo sia considerato il vero ed originale whistle, molti moderni suonatori preferiscono il modello cilindrico. E’ costruito in diverse tonalità come DO, FA, SI bemolle, MI bemolle fino ad arrivare al minuscolo ed acutissimo SOL. I più impiegati sono sicuramente quello intonato in RE ed il cosiddetto low whistle, il basso della famiglia, tagliato un’ottava sotto é un vero e proprio strumento da concerto nelle mani di un virtuoso come Dave Spillane.

 

FLAUTO
Sebbene ci siano musicisti che usano il moderno traverso in metallo, il vero flauto irlandese è molto simile nella forma e nell’uso al traverso barocco. Lo strumento è integralmente in legno con nessuna o pochissime chiavi, ed è inoltre tagliato nella tonalità dei RE. Soltanto il diametro interno del flauto è sensibilmente più ampio, conferendo allo strumento un suono scuro e profondo.

BOUZOUKY
Il suono del bouzouky ha caratterizzato come pochi altri strumenti la sonorità delle nuove band irlandesi degli anni Settanta: dai Planxty ai Moving Hear, dalla Bothy Band ai Dé Dannan. Fatto piuttosto singolare visto che questo strumento viene in realtà da molto lontano, dalla Grecia, dove è uno degli elementi portanti delle orchestre di musica rembetika. Lo strumento ha la cassa bombata, piriforme a dohe, tipica dei liuti o del nostro mandolino; può montare tre o quattro corde doppie, l’accordatura è do-fa-la-re, come nella chitarra a dodici corde, per dare maggior brillantezza al suono. E’ difficile sintetizzare la tecnica del bouzouky anche perché è uno strumento di recente introduzione, il suo ruolo può collocarsi fra il melodico ed il ritmico.

 

CONCERTINA
L’invenzione della concertina si deve all’inglese Charles Wheatston che realizzò il primo modello nel 1833 ispirandosi all’organo a bocca dell’Estremo oriente, lo sheng. Riducendone le caratteristiche si può definire come un piccolo organetto, esagonale od ottagonale, con file di bottoncini da entrambi i lati e dal suono esile e flautato. Esistono due modelli di concertina, largamente usati nella musica tradizionale: l’anglo e l’english concertina. Questi strumenti solitamente impostati in due tonalità (come Do-Sol o Re-La), anche se vi è la possibilità di suonare note estranee a queste due scale, ma non per questo lo strumento riesce a suonare in tutte le tonalità. Un ottimo esempio dell’uso della concertina si trova nelle incisioni di Ewan MacColl e Alf Edwards, nei primi anni Sessanta.